lunedì, dicembre 17, 2012

Panorama Arti Visive - Rassegna di arte contemporanea

CUCO - Rubriche

Panorama Arti Visive - Rassegna di arte contemporanea Ideal Firenze, via Il Prato 4/b Firenze

S’inaugura lunedì 17 dicembre alle ore 18 l'ottavo appuntamento espositivo di Firenze: Panorama Arti Visive, rassegna artistica che si svolgerà fino a luglio 2013 nei locali dell’Ideal Firenze, in via Il Prato 4.

Ideata e diretta dal giornalista Fabrizio Borghini con la collaborazione di Daniela Pronestì, la rassegna si propone di raccontare l’arte contemporanea attraverso una serie di appuntamenti in cui la presenza di differenti linguaggi artistici porrà in essere un intreccio di suggestioni visive, stili e tecniche tra modernità e tradizione. In mostra le opere di Matilde Calamai, Paolo Calamai, Roberto Carchedi, Michele Coppola, Paolo Lantieri, Bruno Sabatini.

Alle ore 18.30 verrà presentato il libro di poesie dal titolo Pensieri Inversi recentemente pubblicato da Matilde Calamai. Alle ore 19.00 verrà presentato il numero zero della nuova rivista mensile La Toscana, rotocalco di cultura, arte e società diretta da Fabrizio Borghini.

Durante la serata il cantautore Oliver Bruno Lapio canterà le canzoni del nuovo album Caos di Emozioni realizzato in coproduzione con Matilde Calamai.
Presente all’inaugurazione il Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani.
La mostra si protrarrà fino al 31 dicembre e sarà visitabile negli orari di apertura del locale (Lun - Giov 7.00 / 24.00, Ven -Sab 8.00 / 24.00).

L’evento sarà ripreso dalle telecamere di Toscana Tv. 

mercoledì, dicembre 12, 2012

Presentazione Libro a Pistoia


ARTISTI E AUTORI ALLA CAFFETTERIA MARINI

 A cura dell’Agenzia letteraria Aemme

Venerdì 14 dicembre 2012 ore 18.00 LA POESIA DI

MATILDE CALAMAI

“PENSIERI IN VERSI”
(edito da Linee Infinite)
Libro di poesie della scrittrice e artista Matilde Calamai che sta riscuotendo positivi consensi ai concorsi letterari:
Menzione d’onore al ventesimo premio letterario internazionale A.L.I.A.S. di Melbourne (Australia) Prefinalista al trentaseiesimo Premio Nazionale
“Città di Fucecchio”
Finalista al Premio Internazionale Io Racconto 4. Finalista al XXX Premio Firenze
Prima classificata al Premio Lilly Brogi LaPegolaArte

Presenta: 
Maurizio Innocenti, giornalista.

Durante la presentazione Oliver Bruno Lapio canterà le canzoni dell'album

                                           CAOS DI EMOZIONI

INFO – ufficiostampamatildecalamai@gmail.com

CAFFETTERIA MARINI Corso Silvano Fedi, 32 51100 Pistoia (PT) Tel: +39 345 3538551 

venerdì, novembre 30, 2012

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Premio Firenze,Pensieri InVersi in finale.

Il CENTRO CULTURALE FIRENZE-EUROPA "Mario Conti" Firenze, 23 novembre 2012 COMUNICATO STAMPA LE ROSE DEI FINALISTI DEL XXX PREMIO FIRENZE DI LETTERATURA E ARTI VISIVE

 La Giuria Letteraria ha determinato come segue la rosa dei finalisti: POESIA EDITA:

Sauro Albisani, Luis Algado, Dino Artone, Stefano Briccanti, Matilde Calamai, Patrizia Fazzi, Gianni Manetti, Maria Modesti, Daniela Monachesi, Lorenzo Negri, Giovanni Nuti, Roberto Orlandini, Massimo Seriacopi, Gennaro Sica, Daniela, Terigi, Anna Maria Zaccone Cerasuolo.

POESIA INEDITA:

Clara Bianchi, Lilly Brogi, Ada Bufalini Pericoli, Emiliano Buttaroni, Giulio Comuzzi, Flavia De Nicola, Franco Faggi, Bruno Fornaro, Giulia Ginevra Giambalvo Dal Ben, Andrea Lisetti, Elio Mariucci, Patrizia Mezzogori, Amedeo Moras, Cristina Moschini, Gabrio Neri, Massimo Orlandini, Antonella Pericolini, Mattia Petterlini, Roberto Recchia, Luigi Salustri, Riccardo Senatore, Michele Taccola, Cesare Giacomo Toso.

SAGGISTICA EDITA

Luciano Artusi – Roberto Lasciarrea, Giuseppe Barbini, Mario Bozzi Sentieri – Ettore Rivabella, Ernesto Damiani, Fausto De Sanctis, Paola Maria Delpiano, Massimo Ersoch, Francesca Favaro, Alfredo Macchi, Natale Marchetti, Daniela Musini, Franca Olivo Fusco, Giangualberto Pepi, Maria Gioia Tavoni – Paolo Tinti. NARRATIVA EDITA Paolina Abbate, Giorgio Albonico, Alba Maria Continelli – Vincenzo Staffa, Guido Ferrari, Carlo Forni Niccolai Gamba, Maria Luisa Grandi, Francesco Mainardi, Mauro Majonchi, Arnaldo Manuele, Vittorio Mirabella, Gianni Nuti, Alicia Pereyra Gladis, Franco Signoracci, Gianni Stecchi, Aida Stoppa, Luciana Vasile, Angelo Vetturini, Giuliano Visentin, Giacomo Wannenes.

RACCONTO INEDITO Laura Aldofredi, Giannantonio Baleani, Diletta Biasi Gori, Ester Cecere, Elisa Conserva, Leonardo Crocetta, Marta Marinò, Emiliano Marinucci, Rita Muscardin, Massimo Pettinelli, Ersilia Serretiello, Alvaro Spagnesi, Alvaro Strada, Paolo Vatta, Giorgio Vecchi. TESTO

TEATRALE INEDITO Luca Bernardini, Sergio Castrucci, Berenice D’Este, Maria Adelaide Faccenda, Eli Fedris, Romano Lenzi, Angelo Squizzato, Agata Tomsic, Massimo Valori, Giuseppe Zaffarano. La Giuria Arti Visive ha determinato come segue la rosa dei finalisti: SEZIONE

FOTOGRAFIA (digitale ed analogica) E VIDEO Flora Brescianini, Mariela Canchari "Macain", Amos Crivellari, Antonio D'Antoni, Fabio Fiaschi, Elettra La Marca, Donato Lotito, Norma Picciotto, Jeannette Rütsche "Sperya", Francesco Spallina, Maria Cristina Spinato, Tila SEZIONE GRAFICA Serena Certini, Franco Curvo, Maria Stefania De Ninno, Americo De Vecchis, Takane Ezoe, Simonetta Fontani, Alma Francesca, Patrizia Gabellini, Ombretta Giovagnini, Margaret Karapetian d'Errico, Massimo Lomasto, Giorgio Merigo, Veronica Prete, Giovanni Russo, Lucia Simeone

SEZIONE SCULTURA Camillo Bersani, Alessandro Brunelli, Claudio Cavallini “Kevo, Gloria Di Modica, Cristiano Gastaldello, Adriana Ghiraldo, Yolanda Iñiguez, Paolo Miceli, Gianfranco Pietrapertosa, Cristiano Scantimburgo, Martina Serenari, Maurizio Stagi, Crt Valencak SEZIONE

PITTURA Bardhyl Alibali, Toni Arch, Piero Ardenghi, Maria Grazia Bambi, Elio Bargagni, Andrea Bianchini, Fulvio Borellini, Gino Broletti, Matteo Caramaschi, Raimondo Carretta "Carrai", Fabio Castagna, Silvia Cheli, Dante Cipulli, Cristian Colella, Marco Colella, Giuseppe D'Auria, Antonella Davoli, Glauco Di Sacco, Mario Del Fa, Gemma Detti, Paola Endellini, Sonia Fiacchini, Anna Fusi, Loredana Galvagno S., Maria Gambacorta, Lina Giorgi, Alessandro Goggioli, Oswaldo Wilson Guevara Diaz, Kiyoko Hirai, Antonio Lenzi, Filippo Liardo, Nikolin Luci, Annamaria Maremmi, Stefano Marrucci, Stefano Martelli, Mauro Martin, Stefano Massi, Gabriella Mazzoni, Luciano Nardini "Bonafede", Mirta Noguera, Federica Parizzi, Roberto Parrini, Felice G. Pesce, Daria Picardi, Marina Picker, Enrico Piovanelli, Christian Rattaz, Melissa Roedan, Anna Luisa Roma, Gianni Ruspaggiari "Rusp@", Tomoko Sakaoka, Marco Scarpelli, Nicole Siecat, Stassia Signorini, Angela Tarantino, Fernando Terreni, Raffaele Tubertini, Carmine Veglia, Enzo Verdelli, Gianfranco Zazzeroni

I vincitori delle sezioni sopracitate saranno proclamati nel corso della cerimonia celebrativa del XXX Premio Firenze, che si svolgerà sabato 1 dicembre p.v. alle ore 16.30 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Nel corso della cerimonia saranno altresì assegnati i Premi del Presidente del Centro Culturale, i Premi Speciali “Mario Conti” e “Mario Drera”, i Premi dei Presidenti della Giuria Letteraria e della Giuria Arti Visive, i Premi Speciali alla Fiorentinità, i Premi Firenze Giovani, riservati a letterati e artisti under 30, e la Targa del tradizionale gemellaggio culturale.

 L’Ufficio Stampa Segreteria Generale Via L. Settembrini, 19 - 50133 Firenze Casella Postale 1386 - 50100 Firenze Tel. 055/472638 - Fax 055/473068 www.centrofirenzeuropa.it - e-mail info@centrofirenzeuropa.it

venerdì, novembre 23, 2012

Recensione Giampaolo Merciai

Ho conosciuto Matilde Calamai il 15 giugno a Firenze durante un incontro letterario. E rimasi sorpreso: non è facile incontrare persone così giovani interessate alla poesia. Matilde declamò due sue liriche e mi colpirono subito il suo spirito frizzante e il suo stile semplice. Capii che a lei non piace usare parole troppo difficili ed ermetiche, ma preferisce parole comprensibili a tutti, ma per questo non meno incisive ed emozionanti. Scrivere di poesia non è una cosa facile. La poesia è capacità di sintesi. In 10, 15, 20 versi racchiude una storia, perché cos’è la poesia se non una storia? Una storia con il suo inizio, con la sua fine e spesso, al centro, una storia di vita vissuta. E in ogni poesia di Matilde c’è una parte della sua vita: l’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza, il diventare donna. Le sue gioie e i suoi dolori. Versi ci fanno capire il suo amore per la vita e la gioia di viverla in tutte le sue sfumature. La poesia di Matilde Calamai non è una poesia a tinte forti, ma una poesia delicata che usa colori pastello, leggeri, sfumati, dati a piccole pennellate, a brevi tratti. Volendo fare un paragone con alcuni pittori impressionisti, che io amo molto, direi che Matilde non usa i colori forti di Van Gogh, ma i colori delicati e sfumati di Monet o Renoir. Proprio per questo le immagini non arrivano mai prepotenti, dirette, ma si fanno largo con leggerezza, si aprono piano piano alla mente del lettore per poi restare impresse col sapiente tocco e la calma serena di chi sa meditare dietro un’emozione per riviverla e farla rivivere nel tempo. Le due dimensioni principali sono quella del viaggio e degli affetti e tra questi, inevitabilmente, l’amore. Il viaggio è naturalmente caratterizzato da luoghi, che affiorano tra i versi e li fanno propri. Il viaggio, come sempre, ha radici, nidi sicuri da cui si parte e a cui si torna; ma è anche caratterizzato dalle tappe che ne scandiscono i momenti salienti, dai porti sicuri in cui trovare pace o momentaneo rifugio, in cui condividere emozioni e vivere. Matilde usa la poesia anche per descrivere le sue origini con versi semplici, ma decisivi: Sono orgogliosa di essere pratese./ Cresciuta tra le macchine del tessile/ giocavo con sottili fusi colorati… E così tutto parte da Prato, città in cui Matilde è nata “tra le macchine del tessile”, dove un “filo di lana” la lega ancora con suoni, profumi e sensazioni, coi ricordi d’infanzia e i giochi di una bambina; anche la città in cui non può fare a meno di tornare, dove sente ancora “la sua gente”. E per me, che sono nato in piazza Mercatale, che ho vissuto dentro le mura della città fino a 25 anni e appena fuori fino a 50, questi versi sono musica. Il ricordo della fabbrica e… Vedete, dicevo prima che non è facile scrivere di poesia. E scrivere una poesia su Prato lo è ancora meno. Prato non ha piazza Navona, non ha il Canal Grande né il golfo di Napoli né piazzale Michelangelo con la statua del David. Prato è una città diversa, laboriosa dove una volta se ti affacciavi da Santa Cristina o dalla Villa del Palco rimanevi meravigliato a fissare la distesa di fabbriche e ciminiere. Prato non è una città romantica, ma per chi è pratese niente ha il fascino dei camioncini con i subbi dei telai che sporgevano fuori dal pianale. Quando parlo di Prato mi piace ricordare la parole che Curzio Malaparte ha dedicato alla “nostra” città nel libro Maledetti Toscani: “Io son di Prato, m’accontento d’esser nato a Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo.” Tornando alla poesia di Matilde, però, dal nido ci si allontana, ma poi al nido si torna perché il primordiale richiamo della madre terra è più forte di ogni altro, perché pulsa nelle vene, colora il sangue del suo stesso colore... ecco che, allora, la Toscana diviene una “signora dalla raffinatezza agreste”, cresciuta e formatasi in un lasso di storia millenaria che ha lasciato tradizioni dal gusto deciso, sapori forti come quello dell’olio e del vino, immagini indelebili come quelle tratteggiate dai colori della sua campagna. Ma niente può fermare uno spirito gitano, naturalmente votato al viaggio. Per chi eredita questa passione non ci sono soste lunghe, non esiste un vero e proprio senso di appartenenza: tutto è sempre “un nuovo inizio”, “una nuova partenza” verso una nuova meta, con un itinerario disegnato dal vento o dal destino. Le tappe di questo odissiaco percorso possono essere le più disparate e lontane tra loro: dalle onde che si infrangono sulle coste di Panama, alle atmosfere indiane respirate nelle acque del Gange o nel tempio della dea Devi; dalla notte milanese incisa tra Brera e i Navigli, allo spettacolo naturale offerto dalla savana africana. Nessun luogo è, però, fine a se stesso: ogni angolo visitato, ogni persona incontrata, ogni sosta lascia qualcosa che segna e pervade per sempre. I viaggi sono ricchi di emozioni, i luoghi di sensazioni o immagini che restano poi come incisi sulla pelle; in ogni dove c’è qualcosa da apprendere, qualcosa da imparare, qualcosa da fare proprio, ma anche qualcosa da lasciare, tacito dono offerto con amore e passione. Qualcosa da tramandare per mezzo della “sua” poesia. In questo viaggio spaziale così intenso e profondo, la dimensione del tempo passa in secondo piano: non c’è presente, non c’è passato, non c’è futuro. Il ricordo è trattenuto; le “emozioni invadono il presente”, sono eterne, fissate per sempre in poesia, messe nero su bianco, trasformate magicamente in parola; le immagini tornano intatte e si proiettano in un futuro immaginato o sognato, o solo sperato. E mentre per tutti il tempo scorre con le sue stagioni, per la nostra poetessa si fissa quasi in una “dimensione eterna”. Anche l’amore non ha tempo, ma è scandito da un ricordo vivo che si fa strada dal passato al presente e che è destinato a vivere in una perenne emozione anche nel futuro. Le sue caratteristiche, di nuovo, sono le più varie e abbracciano emozionalmente ogni età: e i due amanti sono adesso quasi adolescenti che si completano l’un l’altro, che dicono le stesse cose, che hanno gli stessi pensieri, che dormono abbracciati quasi per paura di perdersi e vivono il trasporto dell’amore nella quotidiana presenza; ora godono la passione che accende i sensi e si manifesta in azioni, sapori, odori; ancora insieme vivono la delusione della fine di una storia e con la maturità degli adulti semplicemente constatano l’impossibilità di “resistere” all’amore che fugge, pur restando immortale nel ricordo. L’“io” poetico della maggior parte dei verbi dell’amore si confonde spesso con un “tu” che vive e condivide le stesse emozioni della poetessa: i due divengono “complementari”, si compenetrano idealmente in un gioco di scambi continui che mischiano gesti, sguardi e parole, due entità in un unico movimento, due parti dello stesso meccanismo. Talvolta, però, l’amore è solitaria constatazione di un tempo che è passato e vive ancora, ma solo nel ricordo; talvolta resta inespressa preghiera, desiderio celato, pensiero segreto; talvolta si trasforma in tacita attesa di qualcuno che ancora deve arrivare, ma che già si preannuncia portatore di vento fresco, di linfa vitale, di nuovo sussulto. L’amore può essere anche assenza e nostalgia, mancanza e ferita, rabbia e delusione, ma non cessa mai di essere tangibile, neanche a distanza di tempo. La solitudine non spaventa, non atterrisce, non logora perché sempre animata dalla presenza di un ricordo o da una speranza a venire, un seme, un germoglio. L’amore non si esaurisce, comunque, nell’amplesso degli amanti, ma trova il suo naturale completamento negli altri affetti che caratterizzano la vita di ogni uomo e di ogni donna. Amore può, così, divenire il gesto, il pensiero o il ricordo indelebile e duraturo di un amico; può manifestarsi in un invito, uno stimolo nuovo, in una “rinascita” o nella condivisione. L’amore tesse una trama che intreccia più generazioni, che lega le figure femminili della stessa famiglia creando una sorta di continuità ideale: tre donne si affacciano tra i versi della raccolta e tra tutte loro è percepibile quasi la somiglianza, il legame, la continuità generazionale. Pochi e marginali sono i momenti di vera e propria delusione; un positivo sentimento di ottimismo penetra e pervade tutta la raccolta; nelle brevi tracce degli Haiku iniziali o nell’estensione del verso Matilde Calamai sa trasmettere un senso di sostanziale e disteso ottimismo.

Giudizio critico La poesia di Matilde Calamai è fluida, “facile”, libera. L’andamento quasi prosastico, la libertà del verso, l’immediatezza delle immagini la rendono frizzante, moderna, delicata e forte allo stesso tempo: delicata nelle immagini e forte nelle emozioni. Lei chiama le sue poesie “Fotografie dell’anima” e nessun altro appellativo mi sembrerebbe più appropriato. Pregevole e innovativa la breve introduzione dell’Haiku, che sintetizza immediatamente il tema, proietta nella dimensione principale e con un tocco breve e leggero dà subito l’idea di quello che il lettore “leggerà o sentirà”. I tratti della poesia vera e propria restano pur sempre lievi, ma a quella prima sensazione danno corpo e forma, spesso anche colore e suono in una giostra di percezioni sensoriali. D’innegabile effetto è anche la presenza di una traduzione in lingua inglese che contribuisce a sottolineare la dilatazione spaziale e la dimensione del viaggio inarrestabile, presente in tutta la raccolta. E “Pensieri inVersi” è una raccolta che invita a leggere e che farà amare, a chi già non l’ama, la poesia con la “P” maiuscola.

mercoledì, novembre 21, 2012

IN CONCERTO: Poesia e Musica 3 dicembre

INVITO L'Associazione Sguardo e Sogno Lunedì 3 dicembre 2012 ore 16 Sala Affreschi- Palazzo Panciatichi- Via Cavour, 4- Firenze

Presenta IN CONCERTO

Letture di poesie e musica Poesia Matilde Calamai Gabriella Castrica Ester Cecere Clara Nistri Giuseppe Notaro Concetta Pellicanò Cesare Toso

Musica Matteo Spolveri - tromba Giacomo Benedetti- pianoforte eseguiranno musiche di : F.Haendel M.Ravel H.Mancini

lunedì, novembre 19, 2012

Aabbiamo il piacere di invitarvi alle seguenti presentazioni del libro di poesie della nostra autrice Matilde Calamai.

Cordialmente Linee Infinite


 03/12/2012 Presentazione del libro di poesie "Pensieri InVersi" di Matilde Calamai presso Sala Affreschi- Palazzo Panciatichi- Via Cavour n 4 Firenze. L'inizio dell'evento è previsto per le ore 16.00. 07/12/2012

Presentazione del libro di poesie "Pensieri InVersi" di Matilde Calamai presso la Biblioteca Comunale "Basaglia" Via Mazzini n°27, Vaiano (Prato).
L'inizio dell'evento è previsto per le ore 21.00.

09/12/2012 Presentazione del libro di poesie "Pensieri InVersi" di Matilde Calamai, presso il caffè letterario "Giubbe Rosse" P.azza della Repubblica n° 13/14r Firenze. L'inizio dell'evento è previsto per le ore 17.00

14/12/2012 Presentazione del libro di poesie "Pensieri InVersi" di Matilde Calamai, presso la Caffetteria Marino Marini Corso S. Fedi n° 32 Pistoia. L'inizio dell'evento è previsto per le ore 19.00

IL LIBRO:

Le poesie di Matilde Calamai sono fotografie della memoria, momenti eterni vissuti in giro per il mondo, nei quali parla d’amore, di luoghi, di persone e di sé stessa. ISBN - 978-88-6247-091-9 pag. 130 € 10,00

L’AUTRICE: Matilde Calamai giornalista e presentatrice televisiva.

Nel 2009 inizia la sua carriera da scrittrice entrando in finale al premio letterario internazionale "Ida Baruzzi Bertozzi " della quattordicesima edizione Marengo D'Oro con il romanzo La bellezza parte da dentro.

Nel 2010 pubblica Storie sexy di ragazze per bene, una raccolta di racconti apprezzata anche da Federico Moccia che ha scritto la prefazione dell'opera.

Nel 2012 pubblica la raccolta di poesie Pensieri InVersi, lavoro che sta riscuotendo positivi consensi ai concorsi letterari:

Menzione d'onore al ventesimo Premio Letterario Internazionale A.L.I.A.S. di Melbourne - Australia.

Prefinalista al trentaseiesimo Premio Nazionale "Città di Fucecchio".

Finalista al Premio Internazionale Io Racconto 4.

Finalista alla XXX Edizione del “Premio Firenze.

Le poesie di Matilde Calamai sono fotografie della memoria, momenti eterni vissuti in giro per il mondo, nei quali parla d’amore, di luoghi, di persone e di se stessa.

Hanno parlato di lei:

Paola Lucarini,scrittrice e critica letteraria, Giampaolo Merciai, scrittore ed Enrico Nistri critico letterario.

Nel 2012 entra a far parte della rosa di artisti promossi dalla Regione Toscana e dell'Associazione Sguardo e Sogno di Paola Lucarini.

A Gennaio 2012 Al Palazzo Bastogi di Firenze sarà presentato dalla Regione Toscana il libro Pensieri Inversi.

 INTERVISTA VIDEO_ http://www.youtube.com/watch?v=5z2fZgQiung

Matilde Calamai appartiene a quella non troppo vasta, ma in compenso molto qualificata, schiera di artisti che accompagnano alla pratica della pittura la passione dello scrivere. La Toscana ne ha potuti vantare in un passato sia prossimo che remoto alcuni insigni esempi, da Lorenzo Viani ad Ardengo Soffici, dal Cellini al Vasari, per non citare che qualche nome. E lei prosegue in questa tradizione, presumo perché penna e pennello, arte figurativa, poesia e racconto costituiscono elementi inscindibili della sua personalità. Ho conosciuto Matilde Calamai in veste di pittrice in un afoso pomeriggio dello scorso giugno, nella raccolta ed accogliente galleria di Lilli Brogi in via della Pergola, nell'atmosfera indaffarata, festosa, a volte concitata che precede la vernice di una mostra. Ero stato chiamato a dire due parole sulla sua opera ed ero arrivato un po' prevenuto, perché avevo potuto visionare i dipinti solo sullo schermo, sul sito dell'autrice, che conoscevo solo come conduttrice televisiva. Sapevo che non aveva seguito corsi regolari e temevo di dover ricorrere a qualche abile perifrasi per parlare comunque bene del velleitario debutto di una debuttante. Dinanzi alla qualità delle opere, alla ricchezza dell'ispirazione, all'originalità di certe soluzioni grafiche, dovetti ricredermi, così come dovetti ricredermi sull'artista, che mi colpì per la sua semplicità e umiltà nella fase di preparazione della mostra. Rivedo oggi Matilde Calamai a fine ottobre, negli ultimi sgoccioli di un'intensa e prolungata estate, in questa solenne e semimillenaria che contrasta piacevolmente con la sua fresca giovinezza, e non sono più prevenuto. Ho avuto modo di leggere per tempo questa sua raccolta di “Pensieri inVersi” e di rendermi conto che la poetessa non è inferiore alla pittrice, ma soprattutto le è complementare. Temi, suggestioni, luoghi che animano i suoi dipinti (a partire dalla passione per l'Africa) sono la linfa vitale di queste liriche con cui Matilde Calamai fa il suo esordio nella lirica, dopo il debutto nella narrativa col romanzo La bellezza parte da dentro, seguito dai racconti “Storie sexy di ragazze per bene” preceduti da una prefazione di Federico Moccia. Giudicare un'opera lirica non sempre è facile e d'altra parte non è facile per il vero poeta emergere; lo è ancora di meno da quando con l'avvento del verso libero, venuto meno il filtro selettivo della metrica, chiunque ha ritenuto di potersi improvvisare autore di liriche e le redazioni delle case editrici e delle riviste specializzate sono state inondate di velleitarie costruzioni sintattiche. Matilde Calamai anche in questo caso si è distinta con una soluzione stilistica del tutto singolare. Pur adottando in questa raccolta di liriche il verso libero, ha scelto di far precedere ogni poesia da un haiku: un caratteristico componimento giapponese composto da diciassette sillabe distribuite in tre versi, che anticipa in certo qual modo l'intimo significato di ogni lirica. L'“anima”, come si esprime nelle pagine introduttive l'autrice, che precede il “corpo”, la poesia stessa. E queste sessanta liriche, che Matilde ci propone anche nella traduzione inglese (ammesso che taluna di esse non sia stata direttamente pensata in questa lingua) ci disvelano effettivamente anima e corpo, spiritualità e storia personale dell'autrice. Ci sono, in primo luogo, le radici, a partire dalla città nativa. A differenza di molti suoi concittadini, che preferiscono scivolare sulla loro città nativa, magari per qualche complesso d'inferiorità rispetto alla più blasonata Firenze, l'autrice si dichiara francamente “orgogliosa di essere pratese”, legata da “un solo e resistente filo di lana” alla “nostra città”. È affezionata al “suono magico, ipnotico e seducente del telaio”. Ricorda con affetto la sua infanzia trascorsa a giocare “con sottili fili colorati”, in una città, per altro, senza “nessun cinese”. Più tormentato il rapporto con la Toscana, paragonata a una “signora dalla raffinatezza agreste”, chiusa però fra “mura di tradizione medievale”. Una bella signora dalla quale è tuttavia frequente la tentazione di fuggire, nonostante i suoi “girasoli più belli dei quadri di Van Gogh” e le “piccole città” che “in estate si tingono di verde / che come olio nuovo i gusti rendono piccanti.” Fuggire, sì, ma dove? Con precisione, ma anche con profondo afflato lirico, i versi di Matilde Calamai ci accompagnano in un itinerario biografico che è anche un itinerario spirituale. C'è, innanzitutto, Milano, la magica città degli affari e della moda, delle speranze dell'adolescenza e della prima giovinezza, ma anche delle prime delusioni. Illusioni e delusioni evocate con discrezione ma chiarezza: “Il Naviglio e Brera hanno segnato il mio cuore, / due cicatrici profonde nell'anima.” C'è, naturalmente, l'Africa, “la mia Africa”, già felicemente evocata nelle creazioni artistiche, porto sicuro in cui approdare, casa e rifugio, “massima espressione di pace”. Ma c'è , in queste “fotografie della memoria” , anche l'India. E si tratta di una memoria non solo e non tanto visiva, quanto olfattiva. Il “dolciastro del ginepro” e “l'intensità del mirto” evocano all'autrice la memoria del grande fiume Gange e le strappano una promessa - “Là ti sposerò” - che è anche una dichiarazione d'amore. E l'amore – come potrebbe essere diversamente? – è uno dei protagonisti di questa raccolta di liriche, declinato con discrezione in tante forme diverse. Ci sono gli amori nascosti, sospesi, mai dichiarati e quelli profondi, “indelebili come l'inchiostro di un tatuaggio”; gli amori – spiega Matilde in una lirica chiarificatrice – antidoto alla solitudine e “rammendi al mio narcisismo”. Ci sono gli amori falsi ed effimeri, onestamente confessati (“Quanti irragionevoli 'ti amo' a uomini sconosciuti”...) e quelli sofferti che insegnano all'autrice a non vergognarsi dei sentimenti. “Mi hai fatto capire che non sono diversa, che piangere per un amore finito, per un amico significa essere e non essere fragile”, ricorda Matilde in una delle sue liriche più belle. Ma in lei non viene mai meno l'aspirazione al vero amore “che non finisce mai”, magari – aggiunge l'autrice - “sulle note di Beethoven”. E l'accenno al grande musicista tedesco non è certo la sola citazione dotta di queste liriche che senza ostentazioni rivelano un'insospettabile ricchezza di riferimenti culturali, dai già citati Girasoli di van Gogh alla “neve di Shakespeare” evocata nella lirica “Chantal”, una delle più felici della raccolta. Cultura e spontaneità, originalità e tradizione – nella riscoperta di un'antichissima forma metrica, - orgoglio delle radici e fascino dell'esotico: anche nella capacità di compenetrare queste componenti all'apparenza inconciliabili risiede il fascino dei Pensieri inversi. Poco più di quattro mesi fa, commentando la sua prima esposizione, mi azzardai ad affermare che Matilde Calamai ama, riamata, la pittura. Ora posso aggiungere che Matilde ama, riamata, anche la poesia.

Enrico Nistri, critico letterario

DUE PAROLE CON L’AUTRICE:

Matilde, perché scrivi? 

 Perché ho la necessità di condividere i miei pensieri e le mie sensazioni. Ho un'interiore esigenza di "farmi ascoltare"... I vuoti, a volte, anziché essere causa di depressione o malessere, si possono trasformare in opportunità. E' stato così per me. Ho sempre scritto poiché nessuno mi ascoltava ed è sempre stato un modo per alleviare la mia solitudine. A quattordici anni ho intrapreso la carriera di fotomodella, viaggiavo molto e all'epoca non esisteva internet, così riempivo pagine bianche di sensazioni che mi piace definire "fotografie dell'anima". Scrivevo anche lunghe lettere ad amici lontani e ai miei genitori, ma se vado ancora più indietro con la memoria posso affermare di aver sempre scritto. Ricordo persino di aver "scarabocchiato" parole su un libro antico di mio padre, avevo solo cinque anni. A vent'anni una breve malattia mi ha costretto a terminare il lavoro di fotomodella e la scrittura, anche in quella situazione, mi è stata amica. Ironia della sorte iniziai a presentare programmi dedicati alla salute e al benessere, ma scrivevo anche format televisivi e realizzavo servizi per il telegiornale, intraprendendo la nuova carriera di giornalista. I tuoi autori preferiti? Amo leggere Borges, Salinas, Neruda e la Merini. A chi ti ispiri? A nessuno in particolare. Posso sposare delle idee, dei concetti e delle filosofie di vita di scrittori, fotografi, poeti come Gibran, Coelho, Colbert, Hesse e molti altri e farle mie.

 I tuoi bisogni e i tuoi desideri?

Scrivere per me è una necessità e ovviamente sogno di poter vivere di scrittura e di arte. "Pensieri InVersi", un titolo intrigante. 

Quanto i tuoi versi sono in-versi ?

Ho solo cercato di dare musicalità ai pensieri per donargli leggerezza. Le mie poesie sono fotografie della memoria, momenti eterni vissuti in giro per il mondo, nei quali si parla d’amore, di luoghi, di persone e di sé stessi.

 Questo è il tuo terzo libro. Dopo il romanzo "La bellezza parte da dentro" pubblicato nel 2009 e dopo “Storie sexy di ragazze per bene”, pubblicate nel 2010, arrivi alla poesia. Come spiegare questa evoluzione letteraria dalla narrativa alla poesia ? 

Perchè amo sperimentare e ho scoperto che la poesia mi gratifica molto. Nel 2009 ho pubblicato il primo libro "La bellezza parte da dentro", una sorta di autobiografia in cui racconto di Gaia che, scappata di casa giovanissima, trova, tra le numerose difficoltà della vita, dentro di sé la forza e la bellezza di vivere. Nel 2010 per gioco è nato "Storie Sexy di ragazze per bene" , una raccolta di racconti piccanti rigorosamente reali che hanno avuto la fortuna di essere stati pubblicati con la bella prefazione dello scrittore e regista Federico Moccia. Dalle storie sexy sono passata alle poesie, cercando di raccogliere, come in un album fotografico, quelle sensazioni e quelle emozioni vissute in giro per il mondo e per la prima volta mi sono sentita pienamente soddisfatta.

Cosa ti aspetti da questa tua nuova esperienza letteraria ?

Non so cosa aspettarmi, mi auguro solo che almeno una di queste poesie riesca ad emozionare. Amo scrivere poesia e anche questa volta sono stata fortunata perchè ho trovato una casa editrice come Linee Infinite che ha creduto ai miei "Pensieri InVersi".

Per ulteriori informazioni: www.lineeinfinite.net
mail: ufficiostampa@lineeinfinite.net

Per informazioni ed interviste dirette all’autrice: Sito: www.matildecalamai.net
E-mail : ufficiostampamatildecalamai@gmail.com

giovedì, novembre 08, 2012

Presentazione libro a Prato

Invito alla presentazione del libro di Matilde Calamai L'Agenzia letteraria Aemme il 10 novembre 2012 alle 18.00 presso la Libreria al Castello di Prato Presenta "Pensieri InVersi" (edito da Linee Infinite),  il libro di poesie della scrittrice e artista Matilde Calamai che sta riscuotendo positivi consensi ai concorsi letterari: Menzione d'onore al ventesimo Premio Letterario Internazionale A.L.I.A.S. di Melbourne - Australia. Prefinalista al trentaseiesimo Premio Nazionale "Città di Fucecchio" e Finalista al Premio Internazionale Io Racconto 4. Le poesie di Matilde Calamai sono fotografie della memoria, momenti eterni vissuti in giro per il mondo, nei quali parla d’amore, di luoghi, di persone e di se stessa.

Gli interventi critici sono a cura di Giampaolo Merciai, poeta e scrittore. e Antonia Del Sambro, critica letteraria


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venerdì, novembre 02, 2012

martedì, ottobre 30, 2012

Recensione di Enrico Nistri

Una bellissima recensione del mio libro scritta dal giornalista e critico letterario Enrico Nistri. http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Nistri Matilde Calamai appartiene a quella non troppo vasta, ma in compenso molto qualificata, schiera di artisti che accompagnano alla pratica della pittura la passione dello scrivere. La Toscana ne ha potuti vantare in un passato sia prossimo che remoto alcuni insigni esempi, da Lorenzo Viani ad Ardengo Soffici, dal Cellini al Vasari, per non citare che qualche nome. E lei prosegue in questa tradizione, presumo perché penna e pennello, arte figurativa, poesia e racconto costituiscono elementi inscindibili della sua personalità. Ho conosciuto Matilde Calamai in veste di pittrice in un afoso pomeriggio dello scorso giugno, nella raccolta ed accogliente galleria di Lilli Brogi in via della Pergola, nell'atmosfera indaffarata, festosa, a volte concitata che precede la vernice di una mostra. Ero stato chiamato a dire due parole sulla sua opera ed ero arrivato un po' prevenuto, perché avevo potuto visionare i dipinti solo sullo schermo, sul sito dell'autrice, che conoscevo solo come conduttrice televisiva. Sapevo che non aveva seguito corsi regolari e temevo di dover ricorrere a qualche abile perifrasi per parlare comunque bene del velleitario debutto di una debuttante. Dinanzi alla qualità delle opere, alla ricchezza dell'ispirazione, all'originalità di certe soluzioni grafiche, dovetti ricredermi, così come dovetti ricredermi sull'artista, che mi colpì per la sua semplicità e umiltà nella fase di preparazione della mostra. Rivedo oggi Matilde Calamai a fine ottobre, negli ultimi sgoccioli di un'intensa e prolungata estate, in questa solenne e semimillenaria che contrasta piacevolmente con la sua fresca giovinezza, e non sono più prevenuto. Ho avuto modo di leggere per tempo questa sua raccolta di Pensieri inversi e di rendermi conto che la poetessa non è inferiore alla pittrice, ma soprattutto le è complementare. Temi, suggestioni, luoghi che animano i suoi dipinti (a partire dalla passione per l'Africa) sono la linfa vitale di queste liriche con cui Matilde Calamai fa il suo esordio nella lirica, dopo il debutto nella narrativa col romanzo La bellezza parte da dentro, seguito dai racconti Storie sexy di ragazze per bene preceduti da una prefazione di Federico Moccia. Giudicare un'opera lirica non sempre è facile e d'altra parte non è facile per il vero poeta emergere; lo è ancora di meno da quando con l'avvento del verso libero, venuto meno il filtro selettivo della metrica, chiunque ha ritenuto di potersi improvvisare autore di liriche e le redazioni delle case editrici e delle riviste specializzate sono state inondate di velleitarie costruzioni sintattiche. Matilde Calamai anche in questo caso si è distinta con una soluzione stilistica del tutto singolare. Pur adottando in questa raccolta di liriche il verso libero, ha scelto di far precedere ogni poesia da un haiku: un caratteristico componimento giapponese composto da diciassette sillabe distribuite in tre versi, che anticipa in certo qual modo l'intimo significato di ogni lirica. L'“anima”, come si esprime nelle pagine introduttive l'autrice, che precede il “corpo”, la poesia stessa. E queste sessanta liriche, che Matilde ci propone anche nella traduzione inglese (ammesso che taluna di esse non sia stata direttamente pensata in questa lingua) ci disvelano effettivamente anima e corpo, spiritualità e storia personale dell'autrice. Ci sono, in primo luogo, le radici, a partire dalla città nativa. A differenza di molti suoi concittadini, che preferiscono scivolare sulla loro città nativa, magari per qualche complesso d'inferiorità rispetto alla più blasonata Firenze, l'autrice si dichiara francamente “orgogliosa di essere pratese”, legata da “un solo e resistente filo di lana” alla “nostra città”. È affezionata al “suono magico, ipnotico e seducente del telaio”. Ricorda con affetto la sua infanzia trascorsa a giocare “con sottili fili colorati”, in una città, per altro, senza “nessun cinese”. Più tormentato il rapporto con la Toscana, paragonata a una “signora dalla raffinatezza agreste”, chiusa però fra “mura di tradizione medievale”. Una bella signora dalla quale è tuttavia frequente la tentazione di fuggire, nonostante i suoi “girasoli più belli dei quadri di Van Gogh” e le “piccole città” che “in estate si tingono di verde / che come olio nuovo i gusti rendono piccanti.” Fuggire, sì, ma dove? Con precisione, ma anche con profondo afflato lirico, i versi di Matilde Calamai ci accompagnano in un itinerario biografico che è anche un itinerario spirituale. C'è, innanzitutto, Milano, la magica città degli affari e della moda, delle speranze dell'adolescenza e della prima giovinezza, ma anche delle prime delusioni. Illusioni e delusioni evocate con discrezione ma chiarezza: “Il Naviglio e Brera hanno segnato il mio cuore, / due cicatrici profonde nell'anima.” C'è, naturalmente, l'Africa, “la mia Africa”, già felicemente evocata nelle creazioni artistiche, porto sicuro in cui approdare, casa e rifugio, “massima espressione di pace”. Ma c'è , in queste “fotografie della memoria” , anche l'India. E si tratta di una memoria non solo e non tanto visiva, quanto olfattiva. Il “dolciastro del ginepro” e “l'intensità del mirto” evocano all'autrice la memoria del grande fiume Gange e le strappano una promessa - “Là ti sposerò” - che è anche una dichiarazione d'amore. E l'amore – come potrebbe essere diversamente? – è uno dei protagonisti di questa raccolta di liriche, declinato con discrezione in tante forme diverse. Ci sono gli amori nascosti, sospesi, mai dichiarati e quelli profondi, “indelebili come l'inchiostro di un tatuaggio”; gli amori – spiega Matilde in una lirica chiarificatrice – antidoto alla solitudine e “rammendi al mio narcisismo”. Ci sono gli amori falsi ed effimeri, onestamente confessati (“Quanti irragionevoli 'ti amo' a uomini sconosciuti”...) e quelli sofferti che insegnano all'autrice a non vergognarsi dei sentimenti. “Mi hai fatto capire che non sono diversa, che piangere per un amore finito, per un amico significa essere e non essere fragile”, ricorda Matilde in una delle sue liriche più belle. Ma in lei non viene mai meno l'aspirazione al vero amore “che non finisce mai”, magari – aggiunge l'autrice - “sulle note di Beethoven”. E l'accenno al grande musicista tedesco non è certo la sola citazione dotta di queste liriche che senza ostentazioni rivelano un'insospettabile ricchezza di riferimenti culturali, dai già citati Girasoli di van Gogh alla “neve di Shakespeare” evocata nella lirica “Chantal”, una delle più felici della raccolta. Cultura e spontaneità, originalità e tradizione – nella riscoperta di un'antichissima forma metrica, - orgoglio delle radici e fascino dell'esotico: anche nella capacità di compenetrare queste componenti all'apparenza inconciliabili risiede il fascino dei Pensieri inversi. Poco più di quattro mesi fa, commentando la sua prima esposizione, mi azzardai ad affermare che Matilde Calamai ama, riamata, la pittura. Ora posso aggiungere che Matilde ama, riamata, anche la poesia. Enrico Nistri

Presentazioni del mio libro

Presentazioni del libro di Matilde Calamai NOVEMBRE L'Agenzia letteraria Aemme il 10 novembre 2012 alle 18.00 presso la Libreria al Castello di Prato Presenta "Pensieri InVersi" (edito da Linee Infinite), il libro di poesie della scrittrice e artista Matilde Calamai che sta riscuotendo positivi consensi ai concorsi letterari: Menzione d'onore al ventesimo Premio Letterario Internazionale A.L.I.A.S. di Melbourne - Australia. Prefinalista al trentaseiesimo Premio Nazionale "Città di Fucecchio" e Finalista al Premio Internazionale Io Racconto 4. Le poesie di Matilde Calamai sono fotografie della memoria, momenti eterni vissuti in giro per il mondo, nei quali parla d’amore, di luoghi, di persone e di se stessa. Gli interventi critici sono a cura di Giampaolo Merciai, poeta e scrittore. e Antonia Del Sambro, critica letteraria. DICEMBRE 7 DICEMBRE ore 21.00 al Comune di Vaiano (Po) Incontri letterari alle Giubbe Rosse. L'Agenzia letteraria Aemme e Giubbe Rosse il 9 dicembre 2012 alle 17.00 nelle sale dello storico caffè letterario di Firenze Presentano "Pensieri InVersi" (edito da Linee Infinite), il libro di poesie della scrittrice e artista Matilde Calamai che sta riscuotendo positivi consensi ai concorsi letterari: Menzione d'onore al ventesimo Premio Letterario Internazionale A.L.I.A.S. di Melbourne - Australia. Prefinalista al trentaseiesimo Premio Nazionale "Città di Fucecchio" e Finalista al Premio Internazionale Io Racconto 4. Gli interventi critici sono a cura di: Paola Lucarini, poetessa e Presidente dell’Associazione Culturale “Sguardo e Sogno” e Isabella Horn, poetessa e attivista del Movimento Nonviolento. Durante la presentazione saranno esposte due opere pittoriche di Matilde Calamai in cui l'artista esprime il grande incanto di un mondo da lei conosciuto e sognato: la terra d' Africa.

venerdì, ottobre 19, 2012

LETTURE. Scoprire la poesia di Matilde Calamai

Matilde Calamai ha lavorato come fotomodella e conduttrice di trasmissioni televisive. E’ stata anche la primissima GolfMate per Golf People Club Magazine e oggi conduce programmi dedicati alla salute, alla bellezza e al benessere. Nel 2009 inizia la sua carriera da scrittrice entrando in finale al premio letterario internazionale “Ida Baruzzi Bertozzi” della quattordicesima edizione Marengo D’Oro con il romanzo “La bellezza parte da dentro”. Nel Luglio di quest’anno ha anche tenuto una sua prima mostra personale chiamata “Arte Mater”. Nel 2010 pubblica “Storie sexy di ragazze per bene”, una raccolta di racconti apprezzata anche da Federico Moccia, famoso regista e scrittore di romanzi, che ha scritto la prefazione dell’opera. La Ven. Arciconfraternita della Misericordia di Firenze ENTE MORALE ONLUS (D.Lgs. 460/97) il 26 ottobre 2012 alle ore 17.30 nella Sala del Corpo Generale, al secondo piano della Sede in piazza del Duomo, La copertina del libro di Matilde Calamai Presenta IL PREMIO POESIA “SACRA VITA” 2012 – 2013 Quinta edizione Per dare dignità, tetto e futuro ai bambini ultimi del mondo La Professoressa Giovanna Carocci illustrerà il tema del concorso “Il poeta percepisce il mistero della persona umana e quindi il mistero universale, perché percepisce il mistero dei popoli, della loro vocazione e la loro missione storica, quindi tutto, perché percepisce nella distinzione delle Patrie il mistero dell’intera famiglia umana.” Giorgio La Pira Enrico Nistri noto critico letterario presenterà “Pensieri InVersi“ il libro della poetessa Matilde Calamai. Oltre ai giurati del Premio, saranno presenti molti ospiti importanti del panorama letterario fiorentino. Per la Misericordia si apre così una stagione ricca di eventi culturali, strumenti di solidarietà umana e veicolo di carità.

domenica, giugno 24, 2012

Arte Mater - Eventi - Premio Celeste

Arte Mater - Eventi - Premio Celeste



Arte Mater

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Arte Contemporanea in Mostra

"ARTE MATER"

27 giugno - 31 luglio 2012

Sede espositiva: Galleria La Pergola Arte, via della Pergola 45 rosso 50121 FIRENZE-338.2223464

info@lapergolaarte.it


Vernissage: Mercoledì 27 giugno 2012, dalle ore 18 alle ore 20


A giugno nella città di Firenze si inaugura Arte Mater, la prima personale di Matilde Calamai presentata da Lilly Brogi, direttrice della galleria e artista di grande successo.

La mostra avrà esposte opere pittoriche di Matilde Calamai e una scultorea di Lilly Brogi dedicata all'arte dal titolo "Arte Mater" a cui s'ispira il vernissage.

Saranno presenti molti ospiti importanti del panorama artistico fiorentino tra cui il Prof. Enrico Nistri giornalista e scrittore italiano.

Il cantautore Monè dedicherà la canzone "Firenze Città d' Arte" agli intervenuti alla mostra.

domenica, febbraio 26, 2012

mercoledì, febbraio 01, 2012

My art. Very Naif !





Mal d'Africa. Acrilico su tela 100x140 . Le due tele sono divise dall'equatore..

domenica, gennaio 01, 2012

Buon Anno e dolci parole .

In finale anche in Sicilia con una mia poesia.
Grazie per questa bellissima notizia!
Un buon modo per concludere il 2011.

" Solo la parola può risplendere di una potenza desiderante
e solo la parola con la sua nudità si espone al rischio della ferita...
In ogni sua forma è vita."

Matilde

Felice 2012 e dolci parole a tutti.

Premio Fortunato Pasqualino, Sicilia.
Giuria :

Per la Poesia

Luca Benassi (Roma)
poeta, saggista e critico letterario

Gabriella Rossitto (Catania)
poeta

Luca Frudà
poeta, saggista e critico letterario

Mariella Sudano (Catania)
poeta

Mauro Montacchiesi (Roma)
poeta

Sergio De Angelis
poeta

Ugo Magnanti (Roma)
poeta

Valentina D'Urso (Roma)
poeta

FREE ZONE _ music

Matilde Calamai: Free Zone
Musiche che ho composto per scrivere.

Caos di Emozioni_music

Oliver Bruno Lapio & Matilde Calamai: Caos Di Emozioni
Le mie poesie in musica.

E-book

Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu. Un e-book divertente